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Nel cono o in coppa, il meglio del brivido

08 July 2004 - Il Mattino

Giro goloso della Campania a caccia dei migliori prodotti Le novità: fiordilatte e cedro, mela annurca, fagioli e nocciole

Sul cono o in coppetta torna a rinnovarsi un piacevole rito estivo. Quello del gelato e dei suoi «brividi multisapore». Nonostante i forti aumenti di prezzo, c'è da scommettere che il rito si rinnoverà. Parliamo naturalmente di quelli rigorosamente prodotti secondo il metodo artigianale, che si rifà al latte fresco e alla frutta di stagione. E' così che lavorano creme e sorbetti centinaia di artigiani del «brivido» in tutta la Campania.
Partendo dalle isole, e fino ad arrivare ai confini con la Calabria, le regole per un gelato sempre più «cru» sono poche e imprescindibili dalla qualità. Di questa rivoluzione che tenta di erigere un reticolato a difesa dell'artigianalità, si è discusso addirittura in un recente congresso nel corso del quale si sono radunati i 150 produttori del gelato campano aderenti al comitato regionale presieduto da Ferdinando Buonocore, titolare   peraltro   dell'omonima   gelateria in via Vittorio Emanuele a Capri. «Al centro dell'iniziativa c'è l'evoluzione del gelato come alimento e non solo come refrigerio - spiega il presidente dei gelatai - per questo abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione affinché l'intera categoria utilizzi solo materie prime e prodotti naturali». Insomma, bisogna stabilire una linea di demarcazione tra la produzione artigianale e quella industriale i cui quantitativi, a ciclo continuo, superano
talvolta i duecento quintali al giorno. Solo così, si riuscirà infatti a creare un vero percorso gastronomico del gelato con punte di eccellenza che per ora sono individuabili solo in alcune località.
In cima alla lista dei templi del «brivido multisapore» c'è senza dubbio la gelateria Matteo a Lancusi al quale il giudice Carlo Correra ha dedicato libro dal titolo «Il gelato secondo Matteo». Primo in Italia a realizzare i «fruttini» ripieni di gelato, Matteo a Fisciano ha sfoderato anche gusti singolari come quello al polpo
o alla zuppa di pesce. Alla grande realtà di Lancusi replica la passione di Giovannino Fittipaldi a Sala Consilina, nel cuore del
Vallo di Diano. Qui, ha fondato la bottega Gelato Natura con l'intenzione di diffondere la sola cultura della produzione artigianale del gelato. E tra i suoi pezzi forti spiccano il Fasoldò (nient'altro che un gelato con crema di fagioli e nocciole rigorosamente della zona), il gelato al fior di latte di bufala e al cedro di Santa Maria. Più ardita la proposta della Gelateria Normanno a Sant'Agata dei Goti con un «brivido» a sapore di Falanghina mentre con il gelato alla mela annurca si celebra il trionfo di un rinomato frutto locale. Analoga iniziativa avviene in Penisola Sorrentina e in Costiera Amalfitana con i limoni «femminiello» e «sfusato». La produzione artigianale spicca prevalentemente tra i banchi delle gelaterie Davide e Bouganvillea 2000 a Sorrento e in quella del Pianeta del Gelato e Porto Salvo ad Amalfi.
Il sorbetto al limone è anche la specialità del Chiosco Villa Comunale in via Roma a Salerno dove la famiglia Avallone opera dal dopoguerra a quattro passi dal teatro Verdi.
I gelati del Bar Nettuno, sempre a Salerno, sono presentati insieme alla brioche come fresca colazione, mentre Agropoli col Bar Nazionale offre un'ampia scelta di gelati rigorosamente artigianali. Così come a Caserta, dove il Green Garden detiene un importante primato. A Napoli il gelato doc è senza dubbio quello firmato Bilancione. celebri anche i gelati dello chalet di Ciro a Mergellina e quelli del Gelatiere in via San Pasquale. Ischia brilla per Calise e per Elio e Stani. Sulla terra ferma risponde La Paletta d'Oro di Santa Maria Capua Vetere dove il gelato è sempre più «cru». Il percorso tra i sapori artigianali dei «brividi» campani si completa con L'Orso Bianco di Telese Terme, la gelateria Gondola a Cesinali (Avellino) e Iris ad Acciaroli dove trionfa il gelato al gusto di gelso.

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